Un viaggio che inebria i sensi. Dalle odorose distese di lavanda di Valensole e Sault, ai paesaggi marini di Saint-Marie-de la Mer, passando per le ocre gialle e rosse di Roussillon e il verde vibrante del Parco naturale del Luberon.
Un viaggio da fare in auto, percorrendo le lingue d’asfalto che serpeggiano come arabeschi damascati tra boschi, campagne e borghi medievali, prendendosi il proprio tempo, senza fretta.
Il periodo migliore per percorrere questo itinerario va dalla metà di giugno alla fine di luglio. Nonostante la canicola estiva e la luce abbacinante del sole allo zenit, il Plateau di Valensole è accarezzato dal Mistral che dà ristoro ai turisti e fa fremere le spighe di lavanda. I campi ordinati di or bleau ricordano un mare color ametista adagiato su dolci declivi che rimandano l’illusione di onde cristallizzate nel tempo.
Mentre guidi tra colline verdeggianti, canyon, fiumi maestosi, laghi turchesi, vigne, castelli medievali e abbazie, nel silenzio redolente, rotto solo dal frinire delle cicale e dal ronzio di api e bombi, ti ritrovi immerso in una dimensione bucolica. Sotto un cielo di un azzurro profondo attraversi borghi in cui le scene di vita quotidiana paiono essersi fermate all’inizio del secolo scorso e ti senti immerso in un’accogliente e placida atmosfera d’antan.
La campagna è punteggiata da sparute e isolate case rurali in pietra – le bastides – che compaiono all’improvviso, come fossero lì per caso, in mezzo a tutta quella natura ordinata dall’uomo. E poi, in lontananza, compare un villaggio dall’aspetto medievale. Lo raggiungi in un saliscendi di curve e tornanti fino alla piazzetta centrale, ombrosa di platani e delimitata da locali i cui dehors sono affollati di turisti e residenti che chiacchierano, sorseggiando pastis.
Capita, non di rado, di imbattersi nel mercato settimanale o nei mercatini locali ricchi di specialità, dolci e salate, spezie e stoffe multicolori. Vale la pena assecondare l’invito a perdersi tra le bancarelle.
Ci troviamo in una terra ricca di interessanti e stimolanti contraddizioni: rurale ma raffinata, epicurea e godereccia ma intellettuale e un pochino snob. Come tutti i territori con un affaccio sul mare ha subito numerose conquiste e influenze. Originariamente abitata dalle popolazioni native europee subì, in seguito, contaminazioni celtiche, saracene, romane e greche. Nel Medioevo fu patria di trovatori e, per quasi un secolo, sede del papato, durante l’esilio avignonese. Più di recente, patria di scrittori e pittori: Frédéric Mistral, Jean Jono, Peter Mayle, Cézanne, Van Gogh, Gauguin, Picasso.
Gorges du Verdon, Lac Sainte-Croix e Moustiers-Sainte-Marie


Il nostro viaggio inizia sulla Route de Cretes, una strada suggestiva e panoramica, scavata sui fianchi dei Balcons de la Mescla, che si innalzano sulle profondità delle Gorges du Verdon.
Qui si possono osservare i maestosi grifoni che volano liberi, innalzandosi sopra le nostre teste, surfando, come esperti navigatori, le invisibili correnti ascensionali.
Si librano leggeri nel cielo terso, così vicini a te che basta allungare una mano per riuscire quasi a sfiorarli.
La strada, i punti panoramici sulla spaccatura più grande del mondo, dopo il Grand Canyon, la compagnia regale di questi magnifici rapaci valgono l’investimento di quasi un’intera giornata.
Per ridiscendere prendiamo la Corniche Sublime che ci porta direttamente al Lac Sainte-Croix. Un lago dalle acque turchesi circondato da spiagge di sabbia nera e ciottoli scuri.
Qui affittiamo una canoa e ci addentriamo nel canyon risalendo il corso del fiume. Ai lati delle sponde torreggiano le altissime pareti dell’orrido, ricoperte di macchia mediterranea.
Sul finire della giornata ci dirigiamo verso Moustiers-Sainte-Marie. Il villaggio è incastonato tra due rupi rocciose e, nella luce del tardo pomeriggio, è pennellato di rutilante luce dorata. Dorata come la stella sospesa sui tetti delle case la cui leggenda narra che sia stata issata per volere di un cavaliere ritornato dalle crociate, come ringraziamento alla Vergine.
Valensole, Puimoisson e Manosque



Il secondo giorno ci immergiamo senza riserve e con un po’ di trepidazione nel cuore dell’or bleau. La ragione che ci ha spinto a organizzare questo viaggio. Raggiungiamo l’altopiano di Valensole, un autentico gioiello della Provenza.
Qui il paesaggio è un meraviglioso quadro vergato di sfumature viola. L’aria è permeata dal profumo inebriante della lavanda. L’atmosfera è perfetta per una rilassante passeggiata nei campi e una sessione fotografica. Durante le albe estive, la luce dorata del sole illumina le infinite distese di lavanda, creando un panorama da cartolina.
Dopo aver catturato il fascino di Valensole, ci dirigiamo verso Puimoisson, uno dei borghi più caratteristici della Provenza. Passeggiando per le strette vie del paese, possiamo ammirare le tipiche case provenzali, con persiane colorate e antiche porte in legno. Puimoisson rappresenta un’oasi di pace e tranquillità, un’esperienza autentica nel cuore della Regione.
Prima che il sole tramonti, raggiungiamo Manosque, una cittadina ricca di storia e cultura. Con le sue antiche fortificazioni, le stradine lastricate e le piazze vivaci, Manosque è l’epilogo perfetto di una giornata indimenticabile. E, proprio come il cavaliere delle crociate ritornato sano e salvo a Moustiers-Sainte-Marie, ci ritroviamo a ringraziare per la bellezza senza tempo di questi luoghi.
Abbazia di Senanque

Lasciamo il nostro primo appartamento, situato nei pressi di Manosque, e ci dirigiamo verso Apt. Da qui, la nostra esplorazione della Provenza ci conduce all’incantevole Abbazia di Senanque, situata nella valle rurale del Luberon, a pochi chilometri dal pittoresco villaggio di Gordes. Questa struttura in pietra chiara, abitata ancora oggi dai monaci cistercensi, è una preziosa testimonianza della spiritualità e dell’architettura monastica del XII secolo. Impegnati nella preghiera e nel lavoro agricolo, i monaci contribuiscono a mantenere l’abbazia così come si presentava nell’antichità.
Dalle sue mura alabastrine alle linee architettoniche austere, l’Abbazia di Senanque emana un fascino senza tempo. L’interno dell’abbazia, con il suo chiostro, la chiesa e il refettorio, offre uno sguardo privilegiato sulla vita monastica d’epoca medievale. Viaggiatori e pellegrini vengono da tutto il mondo per partecipare alle liturgie cantate dai monaci, un’esperienza che risuona con una pace e una serenità profonde.
Ma è il paesaggio circostante che rende veramente unica l’Abbazia di Senanque. Durante l’estate, i campi di lavanda che circondano l’edificio sbocciano in una miriade di tonalità di viola, creando un contrasto straordinario con il bianco della pietra dell’abbazia. Questo è il momento in cui il luogo in cui ci troviamo diventa una delle immagini più iconiche della Provenza.
Purtroppo i campi di lavanda sono cintati e possono essere ammirati solo dall’esterno.
Il nostro consiglio è di recarsi all’abbazia nelle prime ore del mattino, sia per sfuggire alla canicola estiva che per evitare i grandi assembramenti di turisti che rischiano di sottrarre alla visita un po’ di magia e sacralità.
Visitate l’Abbazia di Senanque non solo per la sua storia e la sua bellezza, ma anche per l’opportunità di rallentare, di riflettere e di connettersi con la natura. In un mondo sempre più frenetico, è un promemoria del valore della tranquillità e della semplicità. L’Abbazia di Senanque non è solo una destinazione turistica, ma una porta aperta su un modo di vivere più contemplativo e rispettoso dell’ambiente.
Gordes e Boires




La nostra scoperta della Provenza continua con l’incantevole villaggio di Gordes, considerato uno dei “più bei villaggi di Francia” e set cinematografico del film “Un’ottima annata” con Russell Crowe e Marion Cotillard. Costruito su una collina rocciosa con vista sulla valle del Luberon, Gordes è un labirinto di strade tortuose, case in pietra calcarea e meravigliose viste panoramiche. Passeggiando tra le sue vie ci imbattiamo in affascinanti dimore, chiese storiche e artisti locali che vendono i loro dipinti e ceramiche. In cima al villaggio, il castello di Gordes, risalente al 1031, offre uno splendido esempio di architettura medievale con abbellimenti di epoca rinascimentale.
A pochi passi da Gordes, troviamo il villaggio di Bories, un autentico insediamento in pietra che risale a più di 2000 anni fa. Luogo ammaliante e mosterioso, il villaggio di Bories è una testimonianza affascinante dell’ingegnoso utilizzo delle risorse naturali da parte degli antichi abitanti della Provenza. Questo villaggio storico è composto interamente da costruzioni in pietra a secco, chiamate “bories“, utilizzate come rifugi, magazzini e stalle.
Esplorare Gordes e Bories significa immergersi nella ricca storia, cultura e bellezza naturale della Provenza. Dalle vedute mozzafiato alle scoperte storiche, queste destinazioni sono un must per qualsiasi itinerario provenzale. Ricordatevi di dedicare del tempo alla scoperta dei loro tesori nascosti, di assaporare la cucina locale e di ammirare la luce unica del tramonto sulla Provenza, un’esperienza indimenticabile che lascerà un’impronta indelebile nel vostro cuore.
Strada dell’ocra e Roussillon



Deliziandoci dell’abbraccio colorato del Parco Naturale Regionale del Luberon, giungiamo a Roussillon, l’emblema vivente dell’ocra – un gioiello geologico, anch’esso considerato uno dei “più bei villaggi di Francia”. Le strade acciottolate di Roussillon, i suoi edifici e l’orizzonte circostante sembrano essere stati disegnati da un pittore che ha voluto sfoggiare tutte le sfumature del rosso, dell’arancione e del giallo, creando un’esibizione a cielo aperto, permanente, della natura.
“Le Sentier des Ocres” – la strada dell’ocra – è il cuore pulsante di questo luogo pittoresco. Un percorso di circa due chilometri, che si snoda attraverso l’antica cava di ocra del villaggio, offre un’esperienza di immersione nella geologia naturale che sembra provenire direttamente da un paesaggio del Grand Canyon. Le torreggianti formazioni rocciose, incise e modellate da secoli di erosione, presentano strati di colori variabili, un dono dell’ocra che qui ha la sua dimora vocata.
L’ocra, però, non si limita a dominare il paesaggio di Roussillon. Questa sostanza naturale è stata integrata nel tessuto sociale e culturale del borgo. Dalle case, alle chiese storiche e persino ai monumenti, tutto sembra partecipare a questo meraviglioso festival di colori. Il legame speciale tra Roussillon e la terra è ulteriormente approfondito nel suggestivo museo Maison de l’Ocre, un tesoro culturale che esplora la storia, la geologia e le tecniche di estrazione dell’ocra.
Ogni angolo di Roussillon offre una pittura vivente, un trionfo di colori che rende l’esperienza del viaggio qualcosa di indimenticabile. Perdetevi fra le sue strade, nel sentiero dell’ocra e concedetevi un’esperienza culinaria genuinamente provenzale. Roussillon non è solo una tappa del vostro viaggio in Provenza. È un luogo di scoperta, un museo naturale di colori che si fonde con la storia, la cultura e la gastronomia per dare vita a un’altra esperienza unica e indimenticabile.
Apt

Prima di partire per la prossima tappa del nostro viaggio ci dedichiamo alla scoperta della vivace cittadina di Apt, conosciuta come la “capitale” della frutta candita e luogo ricco di tradizioni provenzali. Situata nel cuore del Parco Naturale Regionale del Luberon, Apt offre un’autentica esperienza dello charme rurale della Provenza, combinato con un patrimonio culturale ricco e vibrante.
Il centro storico di Apt è un labirinto di strade strette e tortuose che risuonano di un’atmosfera pittoresca, con edifici di epoche diverse che danno al paesaggio un senso di tempo sospeso. L’architettura tradizionale provenzale qui viene esaltata in ogni angolo: dai palazzi storici con le loro facciate colorate ai negozi di artigianato locale che offrono un’ampia varietà di prodotti fatti a mano.
Ma Apt è famosa in tutta la Francia per la sua produzione di frutta candita. Il laboratorio “Le Roy René” è uno dei luoghi più affascinanti da visitare in città. Qui si può vedere da vicino il processo di creazione di queste delizie dolci e si possono assaporare la passione e la dedizione che si nascondono dietro ogni singola confettura.
Il mercato del sabato di Apt, uno dei più antichi e rinomati della Provenza, offre un’esperienza di immersione nei sapori, nei colori e nei suoni della vita locale. Tra bancarelle di formaggi locali, verdure di stagione, spezie aromatiche e tessuti provenzali, il mercato è un luogo di ritrovo per i residenti e un’attrazione imperdibile per i visitatori.
Ricordate di visitare anche la Cattedrale di Sainte-Anne, un emblema religioso della città che racconta la storia di Apt attraverso i secoli. Con la sua imponente architettura e le opere d’arte sacra rappresenta un luogo di pace e tranquillità nel cuore della città. Apt è il luogo perfetto per immergersi nel ritmo della vita provenzale, assaporare i sapori locali e scoprire le meraviglie dell’artigianato locale.
Fontaine-de-Vaucluse


Lasciando Apt ci dirigiamo a Fontaine-de-Vaucluse, pittoresco villaggio rinomato per la sua impressionante sorgente carsica, che emerge dal terreno con una forza inarrestabile, creando uno degli spettacoli naturali più straordinari del mondo. Le acque cristalline che si riversano dalla cavità della sorgente danno vita al fiume Sorgue, contribuendo ad un paesaggio incredibilmente suggestivo.
La sorgente, una delle più grandi del mondo, è un luogo di mistero e fascino. Emana da una grotta oscura e profonda, racchiusa nel cuore di un anfiteatro di roccia. L’incredibile forza della natura che si manifesta in questo punto ha affascinato umanità e letteratura per secoli, da Petrarca, che vi trovò ispirazione per le sue liriche, a René Char, e continua a stupire i visitatori con la sua impetuosa bellezza.
Una passeggiata lungo le verdi rive della Sorgue è una vera delizia per gli occhi: qui antichi mulini si specchiano nelle acque azzurre, mentre le case di pietra, con le tipiche persiane blu, emergono tra la vegetazione rigogliosa. Il villaggio ha saputo preservare il suo fascino autentico, con i suoi vicoli, le botteghe di artigianato locale e i caffè accoglienti. Luoghi perfetti per rilassarsi e assaporare l’atmosfera provenzale.
Il Museo di Petrarca è un’attrazione imperdibile per gli appassionati di letteratura. Qui, attraverso una ricca collezione di documenti e manoscritti, si possono ripercorrere la vita e le opere del grande poeta italiano che scelse Fontaine-de-Vaucluse come sua dimora. Dal museo, situato in posizione elevata, si gode di una vista panoramica sul villaggio e sulla sorgente.
Per gli amanti dell’escursionismo, Fontaine-de-Vaucluse offre una rete di sentieri che si inerpicano sulle colline circostanti, regalando panorami mozzafiato sulla valle della Sorgue, il villaggio e, in lontananza, l’inconfondibile sagoma del Mont Ventoux.
Il viaggio a Fontaine-de-Vaucluse rappresenta l’immersione in un ambiente naturale di eccezionale bellezza. Un luogo dove elementi come acqua, roccia e vegetazione si fondono in un armonioso equilibrio. La visita è arricchita dal fascino storico e culturale del villaggio, autentica perla della Provenza.
Arles e Abbazia di Montmajour


Proseguiamo poi in direzione di Arles, città dall’anima artistica e culturale. Un mosaico vivente di testimonianze storiche che risplendono nella luce dorata della Provenza. Il capoluogo della Regione, sito UNESCO, vanta un patrimonio architettonico d’epoca romana di indiscutibile bellezza, che rispecchia la ricchezza e la diversità del suo passato.
L’Anfiteatro Romano di Arles è una testimonianza grandiosa dell’antico splendore della città. Costruito nel I secolo d.C., questo edificio straordinariamente conservato è ancora un palcoscenico per eventi culturali e corride. Poco distante, l’antico Teatro Romano, testimone di secoli di storia e cultura, rivela un’ulteriore faccia del ricco mosaico storico di Arles.
La città è rinomata anche per il suo legame indissolubile con l’arte. Durante il suo soggiorno nel 1888, Vincent Van Gogh ha prodotto oltre 300 opere, tra cui alcuni dei suoi dipinti più iconici, catturando l’essenza della città e della campagna circostante con pennellate audaci e colori vivaci. La Fondation Vincent van Gogh Arles celebra l’eredità dell’artista ospitando una mostra permanente delle sue opere e presentando mostre temporanee che esplorano la sua influenza sull’arte contemporanea.
A poca distanza da Arles, l’Abbazia di Montmajour emerge maestosa, simbolo dell’architettura monastica benedettina del X secolo. Questo complesso monastico, incastonato su una suggestiva isola rocciosa avvolta da campi rigogliosi e risaie, svela con grande eloquenza la vita dei monaci del passato. Esplorando le chiese, le cripte, i chiostri e le torri si possono ammirare affreschi di epoche passate e maestosi manufatti architettonici.
Una visita all’Abbazia di Montmajour è un tuffo nel passato, un’esperienza che permette di percepire l’aura di pace e spiritualità che avvolgeva i monaci che un tempo vi risiedevano. Dalla posizione privilegiata dell’abbazia si può godere di un panorama mozzafiato sulla campagna provenzale, mentre la sua inconfondibile sagoma domina l’orizzonte.
Arles e l’Abbazia di Montmajour incarnano l’essenza della Provenza. La loro ricchezza storica, culturale e artistica, fusa con l’incantevole paesaggio naturale, ne fanno una delle mete imperdibili per chiunque decida di esplorare questa affascinante regione. Salutiamo così la Provenza per dirigerci in Camargue.
Parco Ornitologico di Pont de Gau



Prima tappa nella regione è il Parco Ornitologico di Pont de Gau, situato nel cuore della pittoresca regione della Camargue. È un autentico paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching. Con le sue oltre 60 specie di uccelli indigeni e migratori, tra cui gli iconici fenicotteri rosa, il parco offre un’esperienza unica di osservazione della fauna selvatica nel suo habitat naturale.
I fenicotteri rosa, emblema della Camargue, rappresentano un incontro da non perdere nel Parco Ornitologico di Pont de Gau. Queste creature regali, con il loro lungo collo flessibile, le gambe snelle e il caratteristico colore rosa, fornito dalla loro dieta a base di gamberetti e alghe, regalano uno spettacolo incantevole. Il loro modo di alimentarsi, filtrando l’acqua e il fango con il becco rovesciato per catturare piccoli crostacei e alghe, è un esempio affascinante di adattamento.
Situato in un caratteristico paesaggio di stagni, paludi e canneti, il Parco Ornitologico di Pont de Gau offre ampie opportunità per esplorare la flora e fauna della Camargue. Un labirinto di sentieri ben segnalati si snoda attraverso le varie zone del parco, ciascuna caratterizzata da un diverso ecosistema, permettendo ai visitatori di immergersi nella bellezza selvaggia e indomita della Regione.
Fenicotteri rosa, aironi, cicogne, spatole, anatre selvatiche, e molti altri uccelli possono essere osservati da vicino. Le passerelle e le torri di osservazione offrono una vista panoramica sull’habitat degli uccelli, permettendo anche agli amanti della fotografia di catturare immagini straordinarie.
Il Parco Ornitologico di Pont de Gau è un luogo d’incontro tra l’uomo e la natura, dove è possibile apprendere di più sulle specie locali e sull’importanza della conservazione della biodiversità. Oltre all’osservazione degli uccelli, il parco offre percorsi educativi, presentazioni e dimostrazioni per aiutare i visitatori a comprendere e apprezzare la rilevanza degli uccelli e della Camargue come ecosistema.
Durante la visita potrete immergervi in un mondo di bellezza selvaggia, rilassarvi sui sentieri tra gli stagni, ascoltare il canto degli uccelli e ammirare le maestose silhouette dei fenicotteri che si stagliano contro il cielo al tramonto. Ricordate di vestirti adeguatamente: scarpe comode, abiti leggeri, qualcosa per ripararvi il capo dal cocente sole estivo e dell’acqua da bere durante la lunga visita.
Plage de l’Espiguette


Arrivati a questo punto del viaggio e viste le temperature record decidiamo di dedicare un giorno al relax e scegliamo una delle spiagge più iconiche della zona: la Plage de l’Espiguette. Nascosta nel cuore della Camargue, è una delle spiagge più selvagge e incontaminate del Mediterraneo. Questa desertica distesa di sabbia fine e dorata, della lunghezza di oltre 10 km, tra dune mozzafiato e il mare blu cristallino, rappresenta una meta perfetta per chi cerca un ritiro naturale e ristoro dal caos e dal caldo estivo.
L’unicità della Plage de l’Espiguette risiede nella sua autenticità. Qui la natura selvaggia e indomita regna incontrastata: le dune di sabbia, alte fino a 10 metri e modellate dal vento, si fondono con la macchia mediterranea e le piante succulente, creando un paesaggio unico, costantemente modellato dagli elementi.
La spiaggia, famosa per le sue acque limpide e poco profonde, è un luogo ideale per famiglie con bambini. Gli appassionati di sport acquatici troveranno in Plage de l’Espiguette un vero paradiso, grazie ai venti costanti che la rendono una destinazione popolare per windsurfer e kitesurfer. Inoltre, la sua estensione permette anche ai visitatori in cerca di tranquillità di trovare un angolo di pace lontano dalla folla.
Dietro le dune, la riserva naturale offre una serie di sentieri per escursioni a piedi o in bicicletta, dove è possibile ammirare la ricca biodiversità di flora e fauna della Camargue. Non è raro incontrare fenicotteri rosa, cavalli bianchi e tori neri, simboli della regione.
Tra il mormorio delle onde, il canto dei gabbiani e la brezza marina, vi sentirete immersi in una dimensione selvaggia.
Saintes-Maries-de-la-Mer


Saintes-Maries-de-la-Mer, orgoglio della Camargue, è un incantevole villaggio costiero che si erge nel punto in cui il maestoso fiume Rodano incontra il Mediterraneo. Famosa per le sue radici storiche, le sue affascinanti tradizioni culturali e la sua natura incontaminata, questo luogo è una meta imperdibile del viaggio in Camargue.
Il paese è conosciuto per la sua chiesa fortificata, l’Eglise des Saintes-Maries-de-la-Mer, un luogo di pellegrinaggio annuale per le comunità gitane di tutto il mondo. Secondo la leggenda, Maria Maddalena, Maria Salomè e Maria Giacobi, accompagnate da Sara – la santa patrona dei Rom – sono approdate qui dopo essere state esiliate dalla Terra Santa. Oggi l’evento è celebrato con una festa colorata e vivace che riunisce popoli gitani da ogni parte del mondo e migliaia di visitatori. Si tiene ogni anno, alla fine del mese di maggio.
A due passi dalla chiesa, la spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer offre un vasto tratto di sabbia dorata baciata da acque azzurre. È il luogo perfetto per una giornata di relax al sole. Saintes-Maries-de-la-Mer è un connubio perfetto tra bellezza naturale, patrimonio culturale e spiritualità. Dalle sue tradizioni secolari alle sue spiagge incantevoli, questo affascinante villaggio dal sapore spagnoleggiante promette un’esperienza di viaggio autentica e indimenticabile nel cuore della Camargue.
Parco Naturale della Camargue


Il Parco Naturale della Camargue è un’inesauribile oasi di tranquillità e bellezza naturale comodamente accessibile da Saint-Marie-de-la-Mer. Un luogo che ti toglie il respiro con i suoi panorami mozzafiato e la sua fauna selvatica, unica. Il parco si estende su oltre 930 chilometri quadrati e offre un ecosistema diversificato e vitale, dove la vita selvatica e la cultura umana coesistono in armonia.
Il Parco Naturale della Camargue è famoso per i suoi cavalli bianchi, i fenicotteri rosa e i tori neri. Questi tre simboli iconici della Camargue si possono avvistare nei prati umidi, nelle lagune salmastre e nelle risaie che caratterizzano il paesaggio. Per i birdwatcher, il parco è un vero paradiso, con oltre 400 specie di uccelli, tra cui l’elegante airone bianco e l’avocetta, che si rifugiano nelle sue zone umide.
Ma non è solo la fauna a rendere il Parco Naturale della Camargue un luogo unico. La flora è altrettanto straordinaria, con una varietà di piante adattate all’ambiente salino, come la salicornia e le tamerici rosa. I suoi panorami mutevoli, che vanno dalle dune di sabbia ai laghi salmastri, offrono una serie infinita di scenari da scoprire e ammirare.
Il Parco Naturale della Camargue è anche un luogo ricco di storia e cultura. I guardiani – i cowboy locali – mantengono vive le tradizioni di allevamento dei cavalli e dei tori, mentre le risaie ricordano l’eredità del riso: una coltura introdotta nel XVI secolo. Che siate amanti della natura, appassionati di fotografia o viaggiatori in cerca di un’esperienza unica, il Parco Naturale della Camargue è una destinazione imperdibile. È possibile esplorarlo a cavallo o in bicicletta, per godere al meglio di tutto quello che ha da offrire, oppure addentrandosi nelle sue arterie fluviali a bordo di uno dei tanti traghetti che organizzano tour guidati.
Aigues-Mortes e Le Saline


La conclusione del nostro viaggio è ormai vicina. Decidiamo di finirein bellezza con la visita a un antico borgo fortificato e alle sue saline.
Le antiche mura di Aigues-Mortes sorgono maestose, circondando il cuore storico di questa città medievale impeccabilmente conservata e i suoi stretti vicoli acciottolati. Entrare ad Aigues-Mortes è come compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. Qui la storia rivive nelle pietre secolari.
Fondata nel XIII secolo per volere di Luigi IX, Aigues-Mortes è stata un importante porto del regno di Francia, punto di partenza per le crociate verso la Terra Santa. Oggi le sue mura merlate offrono viste panoramiche sull’intera città e sulle saline circostanti, regalando un’esperienza davvero indimenticabile.
Passeggiando per le vie di Aigues-Mortes sarete catturati dalla bellezza dei suoi monumenti storici. Il punto culminante è la Torre di Costanza, una struttura cilindrica, massiccia, che un tempo era una prigione per le donne provenienti dal movimento religioso dei Catari. La Place Saint-Louis, con la sua statua del re Luigi IX e la Chiesa di Notre-Dame-des-Sablons, è il cuore pulsante della città, delimitata da caffè all’aperto e negozi d’artigianato locale.
Ma Aigues-Mortes non è solo storia e architettura. È anche una città vivace con una vivida scena culinaria. I visitatori possono godere dei sapori della Camargue in uno dei suoi molti ristoranti, dove le specialità locali come il riso selvaggio, il toro alla guardiana e la focaccia dolce sono un vero piacere per il palato.
Le Saline di Aigues-Mortes, situate nei dintorni della città fortificata, sono enormi distese di acqua salata, note anche come le Salins du Midi, che risplendono di un colore rosa intenso, grazie alla presenza di un particolare tipo di alga che vive in queste acque.
Un percorso guidato vi porterà attraverso quest’incantevole paesaggio di saline, dove avrete la possibilità di osservare da vicino il processo di produzione del sale, che qui ha una lunga storia che risale all’antichità. Scoprirete come l’acqua di mare viene raccolta in vasche di evaporazione e lasciata ad asciugare al sole, producendo una crosta di sale grezzo che poi viene raccolto.
Durante la visita, non perdete l’opportunità di ammirare i panorami mozzafiato sulle distese di sale dal punto di osservazione più alto: la Colline de sel. Da qui la vista si estende per chilometri, offrendo un contrasto sorprendente tra il rosa delle saline e il blu del cielo.
L’attrazione non si limita alla produzione del sale. Le Saline di Aigues-Mortes sono anche un habitat importante per la fauna locale, in particolare per i fenicotteri rosa, che trovano in queste acque salate un luogo ideale per nutrirsi. Non è raro avvistarli mentre si librano sopra le saline, aggiungendo un tocco di magia a questa vista già spettacolare.
Ed è così che si conclude questa nostra settimana in Provenza e Camargue. Due Regioni di straordinaria bellezza e di atmosfere conturbanti. Lasciare queste terre ci lascia sempre una strana sensazione di dolce malinconia. Un invito a tornare cui è difficile resistere.
Dove soggiornare
Noi abbiamo diviso il nostro soggiorno in tre tappe per ottimizzare gli spostamenti. Abbiamo dormito nei pressi di Manosque e ad Apt in Provenza e a La Grande-Motte in Camargue.
Se vuoi seguire il nostro itinerario queste sono zone ideali per non essere costretto a lunghe trasferte quotidiane.
In base al periodo in cui deciderai di compiere il viaggio troverai moltissime soluzioni sia per ciò che concerne la classica sistemazione in hotel che per quanto riguarda i B&B.
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